Miriam Pracchi – un’artista in viaggio verso l’essenza assoluta

Miriam Pracchi – un’artista in viaggio verso l’essenza assoluta

Diceva F. Kline: “ non dipingo le cose che vedo ma le sensazioni che queste mi suscitano”.

Non ci sono parole più appropriate per raccontare Miriam Pracchi e le sue opere, espressioni più profonde della sua anima. Ci incontriamo per la prima volta a marzo, bastano pochi istanti ed è come se ci conoscessimo da molto. Miriam ci racconta di sè, di come la calligrafia orientale le abbia aperto le porte a una nuova felicità. Ci fa conoscere le sue opere, bellissime! Parlano e trasmettono: i ricordi, i sogni, i pensieri, le emozioni. Le linee tracciate con il pennello prendono vita ed esprimono un infinito mondo interiore, il suo mondo. Questi segni contengono sempre una forza, un’energia vitale che in Miriam si percepisce al volo. Non è sempre stato così però, ma é grazie alla calligrafia orientale, che ha trovato un equilibrio e un’armonia interiore.

ctrePer noi Miriam ha dipinto, su una parete del nostro laboratorio, quelle stesse carpe “koi”, tante volte presenti nei nostri tessuti, e scelte come sfondo per l’immagine dei nostri accessori. Sono semplicemente magnifiche!  Alcune rosse, una gialla, una azzurra ….sembrano in movimento contornate da onde di acqua. Ogni piccolo pesciolino è così delicato e dipinto minuziosamente che lascia senza parole

 

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Pensandoci, forse non è un caso la carpa, uno di quei pesci con più energia e forza, e simbolo anche, per la cultura giapponese, di coraggio e perseveranza. La carpa trovandosi sul tagliere in attesa di essere mutilata e uccisa, non si muove, ma rimane impassibile, fiera ricordando l’atteggiamento dei samurai in attesa dell’esecuzione.

Quel Samurai, che forse, Miriam è stato nella sua vita precedente (è lei stessa che ce lo racconta).

 

 

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